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Storia di Conversano
La città di Conversano, in
cui è situato il Liceo Scientifico "Sante Simone", ha origini antichissime.
I ricchi ritrovamenti fanno risalire il primo centro abitato all'età
del ferro. Dal VIII al VI sec. a. C., la città, con il nome di:
"Norba", è sede di popolazioni japigie e peucezie.
Nel 268 a. C. l'antica Apulia subisce l'influenza romana. Anche Norba
entra a far parte del nuovo movimento politico e militare, con il quale
condivide il declino scomparendo durante le invasioni barbariche, e risorgendo
nel V sec. d. C. con il nuovo nome di: Casale Cupersanum.
Sino all'XI sec. Conversano subisce l'invasione dei Bizantini, dei Longobardi
ed infine,dopo irruzioni saracene, passa ai Normanni. Tra i vari signori
che hanno governato la città è doveroso citare il conte
Goffredo d'Altavilla che assume, per se e per i suoi discendenti, il titolo
di Comes Cupersani (conte di Conversano).
Conversano è, per i Normanni, uno dei punti strategici più
importanti perché questa città è il centro della
contea che si estende sino al salento. La presenza di una forte e temuta
contea contribuisce ad un notevole sviluppo civile e religioso del territorio.
Dai Normanni la contea passa ai Brienne, da questi agli Enghien, poi ai
Lussemburgo. Nel 1422 passa agli Orsini poi ai Caldora e quindi nuovamente
a Giovanni Antonio Orsini del Balzo, cui subentra Giulio Antonio d'Acquaviva,
che muore eroicamente ad Otranto nel 1481 mentre combatte contro i turchi.
Tranne il breve periodo (1504-1508) in cui è governata dal duca
di Termoli, Andrea di Capua, Conversano rimane feudo degli Acquaviva d'Aragona
sino al 1806, quando è abolita la feudalità. Tra i conti
di quest'ultimo periodo, il più noto è Giangirolamo II (1626-1665).
Questi, soprannominato "Guercio delle Puglie", è uno dei conti
più turbolenti dell'Italia Meridionale seicentesca. Il suo nome
però, non è legato soltanto a fatti terribili e leggendari
ma anche culturali, infatti egli è stato mecenate di letterati
e pittori. Si ricorda tra questi Paolo Finoglio, pittore di scuola napoletana,
che ha raffigurato per lui dieci tele sulla Gerusalemme Liberata, gelosamente
custodite nella Pinacoteca comunale. Le testimonianze degli splendori
di quel periodo sono ben visibili nella città, dove il borgo medievale
è ancora il centro della vita cittadina. Essa si svolge sotto lo
sguardo imponente del maestoso castello, simbolo del potere politico dei
conti Acquaviva d'Aragona. Sul borgo, chiamato ancora dai conversanesi
"Largo della corte", spicca la chiesa romanica, oggi Basilica Minore,
simbolo del potere non solo spirituale del vescovado. A due passi dalla
Basilica troviamo il monastero di S. Benedetto, simbolo dal 1266 dell'
annosa lotta tra i vescovi, gelosi del potere detenuto dalle "Badesse
Mitrate". Durante quest'anno, infatti,
le cistercensi prendono possesso del monastero, "con tutti i diritti e
le possessioni" dello stesso monastero, sino a quell' anno sede dei monaci.
Nel 1110 i monaci ricevono dal Papa Pasquale II la potestà abbaziale
e la giurisdizione sull'intero villaggio di Castellana. Il potere badessale,
che fa chiamare dagli storici il monastero Monstrum Apuliae, resiste sino
al 1809, anno in cui Giacchino Murat con un decreto pone fine al potere
esercitato dalla badessa.
Il termine della feudalità vede l'affermarsi della borghesia. Nell'Ottocento
la essa fa da tramite tra il partito dei "galantuomini" e quello dei "cafoni",
la povera gente. La lotta per la libertà e l'indipendenza delle
classi sociali culmina con il disastroso incendio del Municipio e trova
testimonianza negli scritti dell'architetto Sante Simone (1823-1894).
L'architetto Sante Simone è un personaggio di rilievo nella vita
cittadina anche dal punto di vista artistico ed urbanistico, infatti,
a lui si deve la costruzione di Villa Garibaldi, del seminario vescovile
e di altri monumenti.
Nel periodo fascista i conversanesi si sono distinti nella difesa dei
diritti civili, di questo ne è tragico esempio l'assassinio dell'on.
Giuseppe Di Vagno avvenuto il 25 settembre del 1921.
"Uscita da quella palese cappa oppressiva, Conversano ha potuto continuare
la propria crescita economica e sociale della quale noi stessi siamo testimoni
ed artefici".